Il Gattopardo – Tomasi di Lampedusa

9.50

Il Gattopardo compie 60 anni. E’ uscito in libreria il 28 ottobre 1958. Vincitore del Premio Strega 1959 portò fama postuma al suo autore, l’11° principe di Lampedusa.
Giuseppe Tommasi di Lampedusa non poté licenziare per le stampe le proprie opere. Nell’aprile del 1957 gli venne diagnosticato un tumore polmonare, a fine maggio intraprese un viaggio della speranza per Roma ove morirà il 23 luglio. Da un anno cercava di ottenere la pubblicazione del Gattopardo. Il romanzo era stato sottoposto alla Mondadori ed era stato rifiutato; era stato inoltrato alla Einaudi, e pochi giorni prima del decesso l’autore aveva ricevuto un’altra lettera di rifiuto. Lo scrittore credeva fermamente nel valore dell’opera. Prima di partire per Roma Lampedusa aveva redatto due lettere di testamento una indirizzata alla moglie Alessandra Wolff Stomersee e l’altra al suo figlio adottivo. Il 30 Maggio aveva anche scritto al barone Enrico Merlo di Tagliavia la cui missiva si riporta fedelmente:
30 Maggio 1957
Caro Enrico,
nella busta di pelle troverai il dattiloscritto del “Gattopardo”. Ti prego di averne cura perché è la sola copia che io possegga. Ti prego anche di leggerlo con cura perché ogni parola è stata pesata e molte cose non sono dette chiaramente ma solo accennate. Mi sembra che presenti un certo interesse perché mostra un nobile siciliano in un momento di crisi (che non è detto sia soltanto quella del 1860), come egli vi reagisca e come vada accentuandosi il decadimento della famiglia sino al quasi totale disfacimento; tutto questo però visto dal di dentro, con una certa compartecipazione dell’autore e senza nessun astio, come si trova invece nei “Viceré”. E’ superfluo dirti che il “Principe di salina è il principe di Lampedusa, Giulio Fabrizio mio bisnonno; ogni cosa è reale: la statura, la matematica, la falsa violenza, lo scetticismo, la moglie, la madre tedesca, il rifiuto ad essere senatore. Padre Pirrone è anche lui autentico anche nel nome. Credo aver fatto tutti e due piu’ intelligenti di quel che veramente fossero. […]
La Sicilia è quella che è; del 1860 di prima e di sempre. Credo che il tutto non sia privo di una sua malinconica poeticità. Io parto oggi; non so quando ritornerò; se vorrai scrivermi potrai indirizzare:
Presso signora Biancheri Via S. Martino della Battaglia 2 Roma Con tanti cari saluti Tuo Giuseppe